mercoledì, luglio 12, 2006

 

Storiella


Leggendo i giornali di questi giorni e ascoltando i commenti che si fanno al bar sembrerebbe che tutti fremano dalla curiosità di sapere cosa effettivamente si siano detti Zinedine Zidane e Marco Materazzi poco prima che il capitano dei Coqs perdesse completamente le staffe facendosi giustizia sommaria come un bulletto di periferia.
Questa vicenda sportiva mi ha fatto ricordare una storiella in dialetto che mi è stata raccontata tanti anni fa da un conoscente.

In un paesino della Sardegna, due signori s’incontrano per strada: “Buongiorno compare! È tanto tempo che non ci si vede. Tutto bene in famiglia?”
“Compare che piacere! Proprio lei stavo cercando. Ho un problema che solo lei può risolvere”
“Mi dica, compare, se posso ben volentieri”
“ Sono preoccupato per il mio asino. Da due settimane è triste e svogliato, praticamente non tocca cibo... se ne sta tutto il giorno immobile e mogio nella stalla...”
“il veterinario che dice?”
“Non sa spiegarselo: per lui il mio asino scoppia di salute. Compare, non so più a che santo votarmi, ho paura che gli abbiano fatto il malocchio e che mi muoia da un giorno all’altro”
“Va bene, andiamo a vedere cosa si può fare”

Recatisi alla stalla, il compare intima al proprietario dell’animale di uscire e di aspettarlo fuori. Dopo qualche minuto si sente chiamare ed entra, trovando la bestia miracolosamente ristabilita che mangia ed è di ottimo umore.
“Compare! È un vero miracolo! Ditemi come avete fatto!!”
“Scusatemi, non posso rivelarvelo. Adesso vi lascio perché ho da sbrigare alcuni affari urgenti in paese”

Dopo qualche tempo, i due compari tornano ad incrociarsi per strada.
“Compare, l’asino che avete curato...”
“Che altro è successo?”
“Non so come dirvelo...da quando l’avete guarito non riesce più a lavorare. Appena entro nella stalla, lui mi guarda e inizia a ragliare forte, a rotolarsi per terra scalciando e battendo gli zoccoli. Se non fosse un somaro direi che sta ridendo a crepapelle. Così non può andare avanti!”
“Ho capito, torniamo alla stalla”

Come la volta precedente, il compare si apparta con l’asino all’interno della stalla, uscendo in capo a qualche minuto. Il proprietario corre a sincerarsi delle condizioni dell’animale e lo trova finalmente tranquillo anche se, stranamente, tiene le orecchie basse.
“Questa volta dovete assolutamente dirmi cosa avete fatto altrimenti guastiamo l’amicizia!”
“Se proprio ci tenete a saperlo ve lo dirò. La prima volta mi sono avvicinato all’asino e gli ho sussurrato all’orecchio che ce l’avevo più lungo di lui”
“E la volta dopo?”
“La seconda volta gliel’ho fatto vedere”

Comments:
bellissima e soprattutto molto pertinente!!! hahahhahaha
ma chi impersonifica l'asino?
 
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