mercoledì, febbraio 05, 2020

 

goodbye my town goodbye




"Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti" (Woody Allen).

Dopo tre mesi è già tempo di dire arrivederci a Lanusei. Non avevo trascorso tanto tempo nel mio paese natale da quando facevo praticantato legale; di certo allora non avevo la stessa consapevolezza attuale, acuta sino quasi a essere dolorosa, di sentirmi a casa mia. Tanto meno tre mesi fa pensavo che mi sarei innamorato di questo posto nonostante i problemi e le incertezze riguardo il futuro.

Dovrei essere felice e concentrarmi sull'opportunità, unica e straordinaria, di "tornare in pista" nella città dove vive la mia compagna. La verità è che un po' mi rode lasciare le cose a metà, abbandonare i progetti e i lavori che mi ero ripromesso di fare in primavera dopo aver patito le condizioni tutt'altro che ottimali in cui ho trovato l'appartamento. Pensavo di avere tempo anche per mettere mano a situazioni e comportamenti indescrivibili, oggettivamente inaccettabili.

Forse la fatica più grossa non è quella di sbaraccare e fare nuovamente le valigie, ma rimettermi in discussione ed è giusto che la pianti una buona volta di fare lo struzzo... o lo stronzo.

Post Scriptum: cara Google/Blogspot, capisco che i blog derelitti come questo siano poco appetibili. Con tutto il rispetto, però, "parcheggiarli" sui server meno performanti di cui disponi - almeno a giudicare dai tempi di risposta e di aggiornamento pagina semplicemente imbarazzanti - non è che sia una mossa tanto carina e rispettosa.

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