venerdì, gennaio 21, 2022

 

Icone e mostri


“I’ songo 'o specchio addò nun te vulisse maje guardà”
(Almamegretta, “Nun te scurdà”)

Sto arrivando a detestare la frenesia con cui l’informazione fast food e i social sbattono nel frullatore personaggi elevati a improbabili icone oppure denigrati e “mostrificati” nella quotidiana guerra di trincea tra no-vax e pro-vax; nell’uno e nell’altro caso, persone trattate da articoli usa-e-getta, cinicamente manipolate, masticate e sputate quando non c’è più nulla da spremere.

L’ultimo esempio in ordine di tempo è quello dell’irriducibile esponente no-vax del napoletano indagato dalla Polizia Postale per aver salutato con entusiasmo la dipartita di David Sassoli su Facebook e sul suo canale Telegram e attualmente ricoverato sotto ossigeno in una terapia intensiva. A che serve il risalto dato alle vicissitudini e alle discutibilissime convinzioni di un simile soggetto?
Ad ammiccare a un’inconfessabile schadenfreude dei vaccinati che li faccia sentire migliori e superiori?
A esasperare il petulante vittimismo, l'aggressività e lo spirito di rivalsa dei no-vax?
A scoraggiare gli eccessi favorendo l'ascolto e la comprensione reciproca?

L’ultima opzione sarebbe in teoria l’unica meritoria se fosse genuina e credibile ma, allo stato, non mi pare ci sia volontà di andare oltre le dichiarazioni di facciata.
Le prime due, invece, restituiscono l’immagine deforme, sgradevole ma probabilmente anche realistica di un Paese in declino, stremato, confuso, mediocre, ignorante e incattivito, dove chiunque può salire in cattedra e dare lezioni di moralità purché non gli si tocchi lo spazio in cui coltiva, compiaciuto, il proprio individualismo amorale.

“Sono lo specchio dove non vorresti mai guardarti”

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