venerdì, gennaio 30, 2026

 

Giulio Regeni: giustizia un corno!


Sono trascorsi 10 anni dal ritrovamento del cadavere denudato e sfigurato dalle torture di Giulio Regeni alla periferia del Cairo e la piaga di questo delitto è ancora qui a suppurare.
Nei giorni scorsi un ministro della repubblica si è spinto a lodare la “professionalità” e la “fondamentale collaborazione” dei servizi di sicurezza egiziani a margine di un bilaterale sulla gestione dei flussi migratori; gli stessi apparati che da 10 anni irridono e boicottano sistematicamente gli sforzi della magistratura italiana.

D’altronde, in un decennio governi di ogni colore ci hanno fatto capire in tutte le salse che smuovere la polvere non conviene, che è meglio adeguarsi alla saggezza del manzoniano Conte Zio: "Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire…” e che il diritto - internazionale o nazionale - “vale fino a un certo punto”.
Archiviare la morte di Giulio Regeni come un deprecabile incidente di percorso sarebbe, perciò, un prezzo tutto sommato accettabile da pagare sull’altare della stabilità nello scacchiere mediterraneo e a protezione di commesse militari e contratti strategici per lo sfruttamento di risorse energetiche.

Chi, testardamente, non si allinea alla ragion di Stato e continua a mettersi di traverso a questa china - per inciso la stessa imboccata a suo tempo per l’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin - chiedendo giustizia viene trattato con ipocrita condiscendenza mista a malcelato astio e fastidio.

I due commenti social nello screenshot testimoniano come, a 10 anni di distanza, si continui a rovesciare la responsabilità del crimine sulla vittima, giovane ricercatore sprovveduto e “comunistello” andato in casa altrui a ficcare il naso nel cesto della biancheria sporca.
Avesse avuto meno pretese, se non si fosse fatto abbagliare e ingolosire dal prestigio accademico e dalle risorse finanziarie di un ateneo britannico a quest'ora Giulio Regeni non sarebbe uno spettro che si cerca in ogni modo di esorcizzare e silenziare, eh, su santu de aubi!!

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