giovedì, marzo 10, 2022

 

Il megafono dello zar non conosce la vergogna



"La Russia non ha intenzione di attaccare altri Paesi e non ha attaccato l’Ucraina. Stiamo rispondendo agli attacchi degli ucraini” (Sergej Lavrov)

Quella vecchia volpe del ministro degli esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, ha rilasciato questa stupefacente dichiarazione nella conferenza stampa al termine del summit di Antalya (Turchia) non tradendo il minimo imbarazzo, quasi stesse riferendo qualcosa di ovvio e incontestabile.
Dobbiamo supporre, pertanto, che ciò che stiamo vedendo da giorni è una guerra finta, una serie TV con un budget faraonico girata in una imprecisata Cinecittà della Russia o dell’Europa orientale.

In subordine, sia pure a prezzo di un intenso sforzo d'immaginazione, dovremmo prendere in considerazione l'ipotesi che il governo ucraino abbia trovato il modo di scagliare case, palazzi, ospedali, ponti, centrali elettriche e aeroporti contro le batterie di artiglieria, i tank e gli aerei russi impegnati in una pacifica scampagnata nella "nazione sorella". Non contenti, i provocatori al potere a Kiev avrebbero tolto luce, gas e acqua alla popolazione ucraina per costringerla a partire in vacanza all'estero.

Non c’è che dire: se mai Lavrov dovesse rinunciare all'incarico ai vertici della Federazione Russa, avrebbe un futuro assicurato come star delle produzioni Marvel: pochi possiedono un talento naturale pari al suo per interpretare il ruolo di villain.

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