lunedì, gennaio 01, 2024

 

Combattere la denatalità a chiacchiere



Si direbbe che la onorevole Lavinia Mennuni abbia preso gusto a uscire dalla dorata penombra garantita dallo scranno a Palazzo Madama ergendosi a paladina di alcune delle cause “di bandiera” più care a Fratelli d’Italia e all’elettorato di Destra, ereditate direttamente dall’armamentario ideologico e propagandistico del Movimento Sociale Italiano.
Dopo la proposta di legge di dubbia costituzionalità volta a rendere obbligatorio il presepe nelle scuole e a imporre allo Stato - supposto laico - l’onere di promuovere e tutelare le festività e le tradizioni religiose cristiane, infatti, qualche giorno fa la senatrice di FdI ha rilanciato andando a toccare il tema delicato del calo demografico.

A tal proposito la senatrice Mennuni ha dichiarato:

“È venuto il momento di far sì che la maternità torni a essere cool, che avere figli sia la massima aspirazione delle mogli e delle ragazze”
La onorevole non fornisce spiegazioni su come si intenderebbe intervenire per rendere fattibile prima ancora che “cool” (...) l’incremento delle nascite, invertendo un processo di denatalità che va avanti da un secolo e riuscendo dove avevano fallito le politiche demografiche varate durante il ventennio fascista. Come annota Giuseppe Di Bartolo, infatti, nel 1926 i nuovi nati in Italia erano 27,7 per 1.000 abitanti; proporzione ridottasi a 22,4 per 1.000 nel 1936 per riprendersi, debolmente, nel 1940 con 23,5 neonati per 1.000 abitanti.
il calo delle nascite è proseguito tra oscillazioni nei decenni successivi sino al 2008, ultimo anno in cui si è registrato un incremento. Da allora la curva ha imboccato una ripida traiettoria in discesa che nel 2022 ha condotto al valore di meno di 7 nuovi nati per 1.000 abitanti.[fonte: ISTAT]

Non solo Lavinia Mennuni si astiene dall’offrire indicazioni concrete su come rimuovere le concause dell’attuale inverno demografico, ma anche dal punto di vista strettamente “motivazionale” se la cava appellandosi genericamente a un ritrovato senso di responsabilità delle donne dinanzi all’alta missione di dare nuovi cittadini alla patria.

A questo punto ci si potrebbe chiedere quale sia il senso di un messaggio allo stesso tempo fumoso e intrinsecamente arcaico nei contenuti, che non sposta di una virgola il problema delle culle vuote. A mio avviso, oltre ai gettoni di visibilità capitalizzati dall’On. Mennuni, la dichiarazione si rivolge all’elettorato conservatore rassicurandolo sulla fedeltà di Fratelli d’Italia alla propria identità e origini ora che si trova a governare.

A voler essere estremamente generosi, di buono c’è che quanto meno ci sono stati risparmiati l’evocazione dello spettro della sostituzione etnica, le tirate su femminismo e LGBTQ+ e ricette come quella formulata anni fa da Camillo Langone sulle pagine di Il Foglio, che come rimedio alla denatalità proponeva di togliere i libri alle donne e di chiudere qualche facoltà universitaria: davvero una ben magra consolazione.

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