martedì, giugno 27, 2006

 

"Bruno fratello orso" ha finito la sua corsa


La favola di Bruno, il giovane esemplare maschio di orso bruno che dalle alpi italiane era sconfinato nei boschi della Baviera, è finita tragicamente all’alba di un’afosa giornata di fine giugno con una fucilata che non gli ha lasciato scampo.
Molti animalisti che avevano simpatizzato con l’orso in fuga dalle doppiette autorizzate dal governo del Land tedesco sono insorti alla notizia dell’avvenuta esecuzione che ha privato in un colpo solo l'ecosistema italiano, tedesco ed europeo di uno dei rarissimi esemplari di orso bruno ancora allo stato selvatico.
Però la sorte di Bruno era segnata da tempo e la condanna a morte era unicamente questione di tempo e di mira.
Il suo unico, imperdonabile errore è stato quello di non tenersi prudentemente alla larga dalle fattorie, dall’ odore dell'uomo, e di aver approfittato di pollai e ovili scambiandoli per altrettante mense apparecchiate da qualche istituzione caritatevole.
Un orso che prenda questa pessima abitudine mette in crisi la fragilissima convivenza tra l’uomo e la fauna selvatica perché, oltre al puro danno economico causato dalle razzie, crea un oggettivo problema di sicurezza. Un orso che vagabonda nottetempo nei paraggi di casa non somiglia certo a un tenero Teddy Bear, ma a 150/200 kg di muscoli poderosi, unghioni e zanne portati a spasso da un soggetto dalle reazioni imprevedibili.

Ciò che spaventa e indigna è la scelta senza se e senza ma del Land Baviera. Bruno avrebbe potuto essere catturato e messo nelle condizioni di non nuocere come succede ad alcuni suoi consimili marsicani in Italia, però quest’opzione pare non sia stata presa in seria considerazione o, forse, è stata scartata perché troppo costosa.
Più semplice e politicamente reddittizio mostrarsi decisionisti e comminare una punizione esemplare legalizzando la caccia all’orso transfrontaliero che razzia di frodonelle proprietà di onesti contribuenti.

Addio, Bruno, vittima delle paure e della mediocrità di un uomo che ama la natura purché stia a distanza di sicurezza o si metta docilmente in posa come una qualsiasi attrazione da zoo safari.
Ci dispiace, Bruno, avevi una vita davanti a te, ma la tua libertà e la tua ignoranza dei confini erano troppo pericolose per non incrociare il mirino di un cacciatore e il piombo di una cartuccia corazzata.

Comments:
Ho una vera mania per gli orsi e, pur senza essere animalista, simpatizzo col fu bruno.
Forse però meglio finire così che non in una gabbia con i bambini che ti lanciano cartacce.
Fata Titania
 
Se l'uomo non ha rispetto nemmeno per se stesso come può averne di un orso?...
funziona sempre così..quando gli errori apparentemente innocui e di poco conto,si trasformano in disastri ambientali col passare del tempo..beh,solo allora si cerca di rimediare e di tamponare...e purtroppo questa filosofia non è attuata solo per questioni ambientali!
 
La ringrazio per Blog intiresny
 
molto intiresno, grazie
 
necessita di verificare:)
 
Si, probabilmente lo e
 
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